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Universal Music

 

critiche




lA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19 novembre 2012

Al centro della Serata il Concerto no.3 per pianoforte e orchestra di Beethoven, solista mirabile ANNA KRAVTCHENKO. Un’occasione preziosa per apprezzare una pianista eccezionale ,che pur abbastanza lontana dallo “star system” può essere sicuramente considerata una delle personalità più interessanti del pianismo internazionale. Esecuzione densa di dammaticità, esente da sentimentalismi, ma anche ,nel tempo conclusivo, con una avvincente punta di disinvolta levità ,nella quale solista e direttore hanno rivelato una feconda unità di intenti. Successo personale della Kravtchenko ( che ha concesso anche un bis con un rapinoso Widmung di Schumann-Liszt).


LSD MAGAZINE
Daniele Rustioni inaugura i Concerti d’autunno al teatro Petruzzelli
19 Novembre 2012
A seguire, il Concerto n.3 per Pianoforte e Orchestra ha visto come protagonista l’ottima pianista Anna Kravtchenko, oggi italiana, ma di nata a Kharkiv in Ukraina, e di origini tedesca e georgiane come apprendiamo dalla pagina Wikipedia che la riguarda. La Kravtchenko ha saputo dialogare con l’orchestra con grande abilità sotto l’attentissima direzione di Rustioni, e una fortissima dose di originalità ha commosso gli spettatori/ascoltatori che non si volevano scattare dal suo ascolto. Ugualmente l’orchestra le ha tributato un giusto plauso, evidentissimo nel baciamano del primo violino, Pacalin Zef Pavaci. Acclamatissima dal pubblico che affollava il teatro e reduce dai successi internazionali, Anna Kravtchenko, è nota per aver inciso per la Decca sia composizioni di Chopin che di Liszt. A quest’ultimo ha dedicato, infatti, uno splendido bis, interpretandone con magico tocco la difficilissima trascrizione del “Widmung” di Robert Schuman.

Teatro Regio di Parma-"Il Cittadino"13.01.2011

..il secondo Concerto per pf e orchestra..Qui il pianoforte è sovrano incastonato nell'intricata e insinuante ragnatela orchestrale,continuamente chiamato a penetrarne le linee.La solista Anna Kravtchenko,applauditissima,ne ha risolto lo snodarsi con l'usuale classe accompagnata alla nervosa forza immaginifica che sempre sa stanare in ogni pagina;Serata Trionfale.E.B.

 

" L'Informazione ", 30 gennaio 2011, pag. 20

Nell'olimpo pianistico dopo Marta Argerich mancava un nuovo astro femminile: possiamo azzardare che sia Anna Kravtchenko? Ascoltando il suo ultimo cd, interamente dedicato a Franz Liszt il pensiero viene. Una fuoriclasse che mostra sensibilità,senso musicale, tecnica invidiabile. Ascoltarla in questo cd è un piacere. Chiara Sirk

 

"Alto Adige" 2 settembre 2010
Una serata magica del festival Busoni
Kravtchenko,il talento incanta Bolzano
Il pubblico ha dimostrato tutto il suo affetto,partecipando foltissimo al suo concerto.. un recital che rimarrà a lungo impresso nella memoria di tutti i presenti.Ed è un'anima che racchiude i tratti di una formidabile profondità interiore e di una sensibilità puramente musicale acuta e nobile.A.Bambace

 

"Il piccolo" 16 Ottobre 2010

Anna Kravtchenko suggella il Festival pianistico

Trieste....Il festival pianistico promosso da Chamber Music è stato suggellato da Anna Kravtchenko in un "tutto Mozart" assieme agli Archi della Filarmonica di Torino.La Kravtchenko è una eroina del Concorso Busoni che vinse nel '92 a soli 16 anni....Che l'alloro fosse riposto in buone mani,la Kravtchenko lo ha dimostrato nel prosieguo della carriera affermandosi ovunque.Le sue qualità precipue sono balzate evidenti anche nel Concerto mozartiano proposto l'altra sera al Ridotto del "Verdi" vi spiccavano sensibilità di tocco ed accuratezza nei dettagli per un ascolto da una perenne mutevolezza psicologica.Non è stucchevole nemmeno nei trilli,sa privilegiare la liricità sulle brillantezze e galanterie.

Asoltata con molta attenzione e applauditissima,ha fornito testimonianza di pianismo totale in due appaganti fuori programma,Chopin e Liszt.Claudio Gherbitz

 

"Il Giornale di Molise ",2 Novembre 2010

La pianista Anna Kravtchenko incanta il teatro Savoia

L'Orchestra Filarmonica di Torino chiude la stagione

Campobasso...ma se all'l'ecezionale pianista Anna Kravtchenko.Con un curriculum impeccabile (vincitrice del concorso pianistico internazionale "F.Busoni",la Kravtchenko ha saputo tener fede alle sue credenziali eseguendo il concerto per pianoforte e orchestra in la maggiore,k 414 di Mozart e il magnifico concerto n.2 di Chopin (nella trascrizione per orchestra d'archi di Giorgio Spriano).Il Pubblico ha apprezzato molto la performance dell'orchestra e soprattutto della bravissima pianista e,con la richiesta di tre bis (di cui il Larghetto del concerto di Chopin ed un preludio dello stesso) si è concluso il terzo appuntamento della stagione concertisica Amici della Musica.

 

"Alto Adige" 2settembre 2010

Una serata magica del festival Busoni

Kravtchenko,il talento incanta Bolzano

Bolzano.Il pubblico ha dimostrato tutto il suo affetto,partecipando foltissimo al suo concerto,e la pianista Anna Kravtchenko ha generosamente ricambiato,con un recital che rimarrà a lungo impresso nella memoria di tutti i presenti.La Kravtchenko l'altra sera al Monteverdi ha voluto e saputo infondere tutta la sua anima nel programma in gran parte nuovo presentato al pubblico di "Musica in aulis".Ed è un'anima che racchiude i tratti di una formidabile profondità interiore e di una sensibilità puramente musicale acuta e nobile.

Cpsi nella Ciaccona di Bach/Busoni la concertista ha privilegiato il gioco,estremamente raffinato,del severo controllo del contrappunto e di colorazioni sonore,anche inedite e di grande magnetismo.L'incanto è proseguito nella Fantasia sulla Carmen di Bizet dove è risultata chiara una proprietà saliente del pianismo della Kravtchenko,fatto, come qualcuno ha giustamente detto di "virtuosismo dell'eleganza",che realizza a pieno uno dei dogmi busoniani,secondo cui "la tecnica non sarà mai l'alfa e l'omega dell'interpretazione musicale ".

Il programma si sviluppava in un crescendo di emozioni estetiche con tre Corali di Bach-Busoni,dove l'artista toccava vertici di spiritualità e di capacità meditativa ( "Nun komm.." e "Ich fuf zu dir"),nonché vertiginose estasi nel Corale "Nun freut euch.."Tre trascrizioni di Liszt schubertiani,culminate nella stupefacente frenesia di amore-morte e di bravura del celebre "Erlkoenig",e la splendida versione,sempre losztiana,della "Widmung" di Schumann,poi la serata volgeva alla fine con due altissime pagine di Rachmaninoff,"Vocalise" e "Polka V.R.",interpretate la prima con struggente partecipazione poetica e la seconda con sfoggio di prerogative virtuosistiche,nonchalance,proprietà stilistica e contagioso brio.Qualità che solo i più grandi artisti possiedono e al momento opportuno sanno trasmettere con immediatezza e carattere.

Due splendidi bis,un Notturno di Chopin e "Ottobre" da "Le stagioni" di Cajkovskij,sigillavano degnamente una serata che rientra fra i momenti magici di tutte le edizioni del Festival Busoni e del Bolzano Festival.

Andrea Bambace

 

"La Gazzetta di Mezzogiorno ",1 Aprile 2010

ANNA KRAVTCHENKO APPLAUDITO RECITAL AL PICCINNI PER LA CAMERATA

Quando il pianoforte svela le proprie perle

la gazzetta del mezzogiorno 1°Aprile 2010

....quel che più ha colpito infatti nelle esecuzioni è stata la decisa, chiara e determinata intenzione, di rivivere pagine di scontata notorietà in un'ottica nuova, squisitamente personale, tesa a cogliere aspetti usualmente poco valorizzati. Il tutto con un accorto dosaggio delle sonorità, con la esaltazione di passaggi particolari, con «esitazioni» frutto di meditato approfondimento, in breve con una visione poetica che dall'analisi acuta giungeva alla ricomposizione di un discorso di impeccabile saldezza e di immediato fascino.......N.S.

 

"Il Barometro " ,5 Aprile 2010

Anna Kravtchenko, un mondo dipinto dal pianoforte

.......Ha dipinto un mondo, la Kravtchenko. Riuscendo a passare dai toni calmi ad un'esecuzione "a valanga", dove richiesto. Senza risultare in ritardo o in anticipo, ma riuscendo ad assestare pennellate significative e mirate. Il risultato finale è stato un dipinto senza fronzoli, diretto, ma non per questo incapace di comunicare emozioni e stati d'animo............Ilaria Lopez                                                                                 

 

Repubblica - 23 aprile 2010   GENOVA

L' eleganza Kravtchenko spumeggiante riserva speciale

34 anni, vincitrice a 16 del "Busoni", la pianista Anna Kravtchenko è arrivata lunedì sera alla Gog come "rincalzo", in sostituzione del previsto Vogt bloccatoa Berlino dalla nube tossica. Una riserva di lusso, la Kravtchenko che ha regalato una splendida serata. Tecnica inappuntabile, un pianismo poderoso, capace tuttavia anche di piacevoli duttilità sonore, la giovane artista ha dato il meglio di sé nei tre Intermezzi op. 117 di Brahms restituiti con eleganza di fraseggio e pienezza sonora e nella luminosa Rapsodia Ungherese n.12 che ha evidenziato la sua predilezione per il pianismo sinfonico lisztiano. Di rilievo anche Schumann e l' iniziale Chopin, in particolare la Sonata op. 35.  Roberto Iovino

 

Gazzetta di Parma, lunedì 15 febbraio 2010

SPETTACOLI - IL CLASSICO IN DISCOTECA

CD DECCA

Anna Kravtchenko, talento pianistico al servizio di Liszt                                                                                                              

Significativo il cimento con la Sonata lisztiana, divenuto per molti giovani pianisti un vero e proprio pretesto per liberare le proprie energie fisiche, una «prova da sforzo» che ha finito per vanificare la portata poetica di questo originale e così premonitore capolavoro, la cui complessità Anna invece fa propria nel senso più coinvolgente, rivivendola come un grande racconto in cui i temi-personaggi si animano, si intrecciano, si trasformano sotto l'urgenza di una spinta narrativa che è tutt'una con la forza intrinseca di un linguaggio organico alla forma stessa. Una lettura personale, se vogliamo, ma autentica nel modo con cui l'interprete segue il racconto con una propria pronuncia, regola gli spazi, con inflessioni sempre nutrite di quella bellezza del suono che fugano ogni insidia enfatica. Lo stesso per la più pittoresca evocazione della Rapsodia nel modo di innervare la sfida virtuosistica di impalpabili leggerezze e pure nella intelligente, sensibile ricreazione dei Lieder dove la linea vocale sembra rivivere entro una cornice poetica di trasognata, quanto sottilmente appassionata bellezza. (Gian Paolo Minardi)

 

Amadeus

5Stelle

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

Basti ricordare,in disco,Arrau e Pollini,ammirevoli - come ora la Kravtchenko -nel evitare la massiccia retorica. Rubens Tedeschi

 

CLASSIC VOICE

5stelle e Cd del mese

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

..........l'impressione di trovarsi in una sala di concerto e di ascoltare un recital dal vivo è qui vivissima, e non potrei fare migliore complimento alla Kravtchenko , che interpreta Liszt con grande slancio e partecipazione......... ma anche con un suono bellissimo ed eleganza di fraseggio...... Una bella sorpresa per un disco che porrei senz'altro in testa a tutte le recenti clasifiche. L.C.   

 

L'Unità

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

Anna Kravtchenko è una pianista superba,nel cui palmares spicca un incredibile Premio Busoni vinto a soli 16 anni.Suona Liszt magnifico,possente,rapinoso,ma anche lirico e perlaceo come raramente accade in un autore che nella Sonata e nelle Rapsodie (qui c'è la n.12) ha un tratto "macho" assi.Kravtchenko sfoggia una mirabile tecnica trascendentale,il suono è ripreso magnificamente;ma il fascino maggiore di questo cd sta piuttosto nella sua impaginazione antiretorica.Alla Sonata e alla Rapsodia seguono infatti alcune trascrizioni lisztiane di Lieder di Schubert poste ad impagabile riempitivo:dopo le quelle rapide turbinose è come ritrovarsi cullati sulle onde di un ruscello...Staendchen e Liebesbotschaft ci portano in una regione dove non ci sono più competizioni,ma regnano,sole e sovrane,la gioia e l'abbandono alla musica dell'anima.Giordano Montecchi

 

Musica e Scuola

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

La pianista Anna Kravtchenko non ha bisogno di presentazioni: talento straordinario ed esecuzioni piene di musica l'hanno portata a vincere nel 1992, a soli 16 anni, il Premio Busoni. Nei suoi tanti concerti in tutto il mondo, a Foggia per gli Amici della Musica l'anno scorso, ha travolto l'uditorio con il suo pianismo dai mille colori e dalla forza espressiva delle sue interpretazioni. Questo cd, elogiato da  tante riviste, riporta nelle nostre case i momenti musicali ascoltati dal vivo. La Sonata di Liszt è il brano più amato dei pianisti e quindi più eseguito; l'esecuzione di Anna Kravtchenko sottolinea il carattere narrativo della Sonata sottolineando i vari momenti, lirici, diabolici, melanconici, con una grande classe, musicalità sempre convincente e suono affascinante. Il mondo musicale che la pianista crea è tangibile, estremamente vicino alla sensibilità dell'ascoltatore che partecipa, anzi viene travolto e condotto in tutti i meandri dei sentimenti umani. Ogni nota della Sonata, ogni espressione è viva, pulsante e coinvolgente. Interpretazione  che segna una tappa importante  nella storia del pianismo. Anche nella Rapsodia Ungherese n. 12 e nelle  varie trascrizioni da Schubert e Schumann, la pianista pone la musica davanti al virtuosismo, strabiliante ma mai messo in risalto. Particolarmente toccante il Widmung (Schumann); esecuzioni raffinate di Erlkönig, Ständchen e Liebesbotschoft  (Schubert). Un cd da consumare ascoltandolo. Michele Gioiosa

 

Musica

5 Stelle

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

.....Il pianismo della giovane interprete è completo sotto ogno aspetto :virtuosismo scintillante,mai esasperato e sempre molto ben controllato ;sonorità piene,che non urtano l'orecchio ;un suono cantabile e tondo,brillante e luminoso.Ma soprattutto colpisce il carisma che emerge da queste interpretazioni;un fiume in piena di sfrenata passione che è frutto di una personalità matura e consapevole dei suoi mezzi artistici.La Sonata è letta con scrupolosa perizia,ma allo stesso tempo trascina,coinvolge e rapisce,sprofondandoci in un vortice di emozioni....ogni momento della Sonata è degno di nota e risolto con successo dalla Kravtchenko.Benedetto Ciranna

 

Suonare News

Cd del mese

Il più compiuto poema sinfonico d'autore

LISZT, Sonata in si minore "Rapsodia Ungherese" Decca 2009

..............se volete capire il temperamento di Anna e la sua voglia di "entrare" costi quel che costi nella scrittura, dedicatevi  almeno un paio di volte ascoltare  - non a sentire, ché non basta - i primi due minuto , cioè la sezione di Sonata ..........il dosaggio delle pause, all'inizio, la lieve esitazione (involontaria?) nello scolpire il primo disegno rampante, la calibrata lentezza nel delineare, il successivo verso il grave, sono indizi d'un progetto testardo.E che si chiarisce in seguito quando interprete ci costringe a seguirla in una lettura pittoricamente  superba,coloristicamente accesa e soprattutto animata da una continua necessità di creare spazi sonori e suggestioni espressive che partano dalla scrittura-non certo castigata-di Liszt per dischiudere altre dimensioni drammatiche e sensuali.Ma non si pensi a una lettura che cerca effetti sorprendenti per principio: dove c'è bisogno,come negli episodi fugati,la Kravtchenko svela una tinta spigolosa ma lampante che rende i percorsi contrappuntistici un labirinto cupo da cui si lascia catturare con la certezza che da lei verremo guidati alla luce.Il tutto sostenuto da mobilità di tocco,da fascinosa volubilità di umori e camaleontismo pianistico....stordisce anzi fa quasi perdere l'equilibrio l'inquietudine ritmica insinuaute e solenne impressa alla sezione preparatoria della Rapsodia in Do diesis minore Angelo Foletto

 

IL CITTADINO  2 Settembre 2009

...recente incisione DECCA , interamente dedicata al catalogo lisztiano. Incastonata tra il piglio ribelle della dodicesima Rapsodia Ungherese e un grappolo di fatale trascrizioni  da Schubert e da Schumann, la megalitica Sonata in si minore è un gorgo che non lascia scampo......Una interpretazione che va a collocarsi nella bacheca dei "must have", delle rarità..... Elide Bergamaschi      

 

ADIGE 23 Marzo 2009

Kravtchenko in stato di grazia per l'Ami

.......in splendida forma la pianista, quasi in stato di grazia soprattutto nell'emozionante rassegna di pagine chopiniane che ha avviato il recital............nel Notturno op. 9 n.3 e nella serie di sei Preludi la pianista sfodera una  gamma timbrica e dinamica di grande fascino .........ammirevole equilibrio di pathos e controllo erano la cifra dominante del Widmung.

.....Tonalità umbratili aprivano la fantasia in re minore K397......consegnando un'esecuzione  freschissima , leggera, sorridente di sapore quaqsi clavicembalesco.

Trascinante lo Schumann di Carnevale di Vienna ......nuovamente commovente la trascrizione di Liszt della scubertiana Serenade. E il commiato dal pubblico è stato nel segno della malinconia, con una struggente pagina  dalle "Stagioni" di Ciaikovski.Emilia Campagna

 

Repubblica - 31 dicembre 2007  

Il tocco lieve della Kravtchenko

Troppi musicisti dopo la vittoria a un concorso importante come il "Busoni" di Bolzano, smettono di cercarsi crescere. Non Anna Kravtchenko che lo meritò nel 1992, a 16 anni, e che ribadendo la propizia tradizione al femminile del premio stravinto a suo tempo da Martha Argerich, non ha fatto che affinarsi nelle dita e nella testa. Poche pianiste vantano un tocco così luminoso, lieve eppure tagliente. Ideale per padroneggiare il registro pianistico acuto come lo vuole Liszt (e Chopin, altro suo autore elettivo), di cui sa musicalmente indirizzare anche forza torrenziale e gusto per la complessità tematica. Ma della Kravtchenko incantano ancor più autorità, naturalezza esecutiva e scioltezza interpretativa. Tali qualità ispiravano la condotta scaltra e lucida investita nel tenere in gioco i satanismi militar-popolareschi e le leziosità salottiere della Rapsodia ungherese n.12, certificando un magnetismo virtuosistico frutto di dominio tecnico poeticamente tonificato e maturo. In grado di offrire il meglio in ogni momento passando per Mozart (la Sonata K 330) e le più celebri trascrizioni liederistico-lisztiane da Schubert e Schumann. - ANGELO FOLETTO

 

Arena di Verona

Venerdì 17 Marzo 2006

....La Kravtchenko di oggi è una pianista dalla personalità matura e decisa, il cui innato talento strumentale è posto al servizio di un'intelligenza musicale altrettanto spiccata. 
Se n'è reso conto il pubblico degli Amici della musica quando l'altra sera ha riascoltato la pianista ucraina tornata a Verona dopo il suo esordio risalente appunto all'epoca del "Busoni". Per questo suo ritorno Anna Kravtchenko ha scelto un programma tutto romantico, a precisa misura della sua sensibilità e della dotazione tecnica che largamente possiede. 
Di lei lascia il segno anzi tutto il tocco pianistico, sempre incisivo e nello stesso tempo assai duttile, che non indulge a compiacimenti sonori o maschera le difficoltà della musica dietro effetti di pedale o altri ripieghi tecnici. 
La pianista ha affrontato a viso aperto, con sempre controllata lucidità di visione interpretativa, pagine di Chopin, Schumann e Liszt. Dei due notturni chopiniani (2 e 3 dell'op. 27) eseguiti in apertura di concerto Kravtchenko ha scelto di mettere in luce il versante amabile ed elegante da "Salonmusik", più che quello intimistico e sognante, in una lettura d'intensa espressività. 
A un più severo confronto tecnico e musicale la pianista era chiamata dalla Sonata op. 35 dello stesso Chopin; lavoro complesso, non meno drammatico nei suoi connotati aggressivi che nel ripiegamento contemplativo della celebre "Marcia funebre". Anna Kravtchenko ha dato il dovuto respiro alle tensioni della Sonata, cogliendone la varietà di gradazioni in una lettura di tesa coerenza e molto attenta ai dettagli sonori. 
Altre atmosfere, nella seconda parte, ma uguale prestanza d'esecuzione nella giovane pianista che ha iniziato con due Lieder schubertiani nella trascrizione di Franz Liszt. Sono due brani brevi e di ridotte pretese tecniche, che Kravtchenko ha però saputo trasformare in gioiellini musicali per bellezza di suono e cura espressiva. A seguire il "Carnevale di Vienna" di Schumann, con la sua ricchezza di intonazioni fra svagata baldanza e dolcezza lirica, tutte colte e rese nella loro sostanza poetico musicale in una interpretazione penetrante e sempre misurata anche nei passi più spericolati, percorsi tutti con precisa e trasparente efficacia di articolazione. 
Il concerto si è chiuso con la Rapsodia ungherese n. 12 di Liszt, sfarzosa nei colori e nei suoi tratti virtuosistici dominati con gran vigore tecnico e dovizia di effetti timbrici dall'esecutrice, apparsa del tutto a proprio agio anche su questo terreno del pianismo romantico. 
Un programma e una prova d'artista del genere non potevano non appagare il pubblico, entusiasta alla fine del concerto e generoso di chiamate verso la pianista, che ha risposto con il bis d'obbligo. 
Marco Materassi

 

Brescia Oggi

Mercoledì 9 Marzo 2005

Applaudito concerto al teatro Sociale per le Settimane musicali bresciane di Alberti
«Praga», una Sinfonia per Virtuosi
Un omaggio al grande talento artistico di Anna Kravtchenko

Beethoven Concerto n.1

Poi è apparsa lei, Anna Kravtchenko, la pianista che avevamo a suo tempo conosciuto - giovanissima - a Bolzano come vincitrice del concorso internazionale pianistico "Ferruccio Busoni" e che poi avevamo avuto modo di riascoltare più volte anche a Brescia. Abbiamo ritrovato l'altra sera Anna Kravtchenko maturata in tutti i sensi: a parte l'intatto talento grazie al quale aveva vinto il "Busoni" a Bolzano, abbiamo notato un suo maggiore tratto riflessivo avvertito soprattutto nel Largo centrale del Concerto beethoveniano, un poetico sentire che ha mostrato al pubblico come appunto sia "cresciuta" la sensibilità di questa comunque pur sempre giovane artista della tastiera.

Luigi Fertonani

 

Il Giornale di Vicenza 08/01/2005  


Beethoven, energia viva
Da Kravtchenko il 3° Concerto con intenso equilibrio.

di Cesare Galla

Vicenza. Anna Kravtchenko è giovane ma ha già una carriera importante alle spalle. È stata una bambina prodigio e a 16 anni ha fatto il suo ingresso nel mondo del concertismo internazionale dalla porta principale, vincendo il concorso Busoni di Bolzano, uno dei più importanti e selettivi al mondo. Oggi il suo modo di porsi alla tastiera del pianoforte esprime una maturità riflessiva ed energica, una musicalità controllata e pensosa, sostenuta da una tecnica di grande elasticità ed efficacia. L'altra sera a Santa Corona - in occasione del Concerto dell'Epifania della Circoscrizione 1 - era alle prese con il terzo Concerto per pianoforte di Beethoven,
Il problema interpretativo al cospetto di questo Concerto è dunque sempre quello dell'equilibrio fra componenti apparentemente anche divergenti: precisione formale, acrobazia digitale, interiorità che non può essere romantica, ma deve dare il segno della novità rispetto a certe rarefatte atmosfere classicistiche. E Kravtchenko è magistrale nella misura degli elementi. Il suono è corposo, eppure mai sbilanciato in una esteriorità stilisticamente inappropriata; il fraseggio mostra esemplare duttilità, sostenuto da un'inappuntabile precisione, le dinamiche non cessano di offrire tinte sottili anche alle "volate" più esteriori sulla tastiera, con quelle caratteristiche e velocissime scale che esaltano la tecnica dell'esecutore in particolare nel primo e nell'ultimo movimento. C'è tensione, ma è composta, concentrata. C'è irruenza, ma sempre il gioco si svolge alla luce di una scelta di stile che mostra ben chiare le radici mozartiane del pensiero beethoveniano in questo Concerto; c'è eleganza, ma c'è anche incisività e autentico trasporto nell'esaltare l'invenzione melodica.

 

NURNBERGER ZEITUNG

 

Dall'"understatement" all'estasi

l'orchestra "BBC Philharmonic Orchestra/ Yan Pascal Tortelier" al concerto "ProMusica" "Meistersingerhalle"

Anna Kravtchenko si mise con slancio all'opera(Beethoven concerto n.3), contrapponendo al tono bellicoso i suoi attacchi. Corse mozzafiato, accordi serrati che risuonavano in modo deciso, ma mai duro, assicurando così un'armonica intesa con l'orchestra. La parte centrale in mi maggiore appariva come avvolta in un'atmosfera trasognata, la solista sembrava librarsi in sfere lontane.

...tutto eseguito con sbalorditiva perfezione e sicurezza, dimostrate per altro anche dall'orchestra.           

W. Bronnenmeyer

 

Orchestra "Accademia delle Opere". Concerto, musiche di W.A. Mozart. Anna Kravtchenko conquista il popolo del Meeting.

Ancor più apprezzato il secondo brano, per l'esecuzione di Anna Kravtchenko, pianista di fama mondiale. Accompagnata dall'orchestra, la giovane ucraina ha suonato il "Concerto per pianoforte e orchestra K414 in la maggiore - Allegro Andante Rondeau (allegretto)".

È stata un'interpretazione tanto passionale ed entusiasmante da affascinare tutto il pubblico in sala, che con il suo lungo applauso ha "costretto" la pianista a due ripetizioni: una tratta dal pezzo appena concluso, cui ha fatto seguito "La goccia d'acqua" di F.Chopin. Dopo tali esecuzioni il saluto del pubblico è stato ancor più caldo ed affettuoso.

E.M. Rimini, 26 agosto 2005